Diario del Giappone CESTINA1

Diario del Giappone 

(in senso cronologico, written by CR except when explicitally specified) 

3 nov, ven: Da Bologna ad Amsterdam, una serata diversa

 I ragazzi mi vengono a prendere sotto casa intorno alle 15 con l'AO che filma porta Sant'Isaia. Ci dirigiamo all'aeroporto dove ci poniamo il primo dubbio amletico: che il bagaglio di 20kg sia routato direttamente a Osaka o che passi per Amsterdam costringendoci a un duro spostamento sia l'indooggi che l'indomani? La telefonata del giorno prima diceva A, la tipa al checkin dice B, allora AO fa telefonare a CR al numero verde che ci dice: tranquilli dovrebbe essere B ma forse è A. Contenti di avere almeno una certezza nella vita (cioè che siamo all'Aeroporto G. Marconi di Bologna), ci imbarchiamo. All'arrivo scopriamo di essere entrembi vergini di Amsterdam, e il fatto di farne un assaggio di un giorno ci acchiappa a tutti e tre. Alcool, droghe, prostitute, e tutto in una sola sera, così se ci va fatta male in Giappone almeno si torna un po' felici :-)Arrivati in aeroporto di Amsterdam dopo un viaggetto tranquillo ci chiediamo se ci sia già lì un coffee shop, ma la vita non è sempre facile; ci fermiamo a fare una foto sotto al bar 'bella lì' che potete vedere in foto, e prendiamo il trenino per la stazione centrale. Lì incontriamo un ragazzo sardo che ora vive in Scozia e ci dà 2 3 dritte; arriviamo, prendiamo la Damraak e giungiamo all'albergo di AO e DF, dove smollano le valigie. Ci viene suggerito dall'albergatore un buon ristorante di carne che risulta un po' sospetto perché è a 2 metri dall'albergo. Camminando, il Carlesso vede un paio di volte il numero 1628 scritto a caratteri cubitali su monumenti della città; è un numero ricorrente, e lo vedremo ancora nella nostra storia. Si va all'albergo del CR che, poverino, è immerso nella capitale del vizio: passato il fiume, passata la Grasshopper, si entra nel quartiere a luci rosse. Con un po' di fatica troviamo l'albergo: è un coffee shop dove l'odore di marijuana è pungente, la birra è sui bicchieri e per terra, e non c'è aria di una porticina per l'albergo stesso; il CR spera di essersi sbagliato ma pare il posto giusto, fa il check-in e viene indirizzato a una porticina esterna che dà all'albergo. La camera sembra estratta da un film anni 50, molto kitch, con 2 cuori al posto delle luci e messaggi d'amore sul muro. Manca solo la prostituta (per ora). Il CR scende terrorizzato per guardare la faccia ghignante di AO e DF...I tre hanno fame, e decidono di mangiare carne al locale suggerito, dopo essersi guardati per 20 minuti la zona a luci rosse. Prostitute, vibratori, e locali sono la cornice a questa passeggiata. Tornati sulla Damraak entriamo nel locale, ordiniamo birra e un bel filetto (AO classico, CR e DF invece lo prendono all'asiatica, con curry e ananas). I tre escono per ricatapultarsi nel distretto a luci rosse, dove girano, girano, gironzolano, e girano ancora. Le prostitute sono tante, ma poche riescono a farsi strada nei nostri cuori (o se vogliamo nel piccolo cuore che batte dentro alle nostre mutande). I canali sono stupendi, tutti paralleli tra loro; vista la fattanza generale (e la folla di gente) ti stupisci che nessuno cada in acqua. La cornice è coreografica e a suo modo intrigante. I tre provano a sedersi in un coffee shop ma solo dopo 45 minuti riusciranno a trovarne uno aperto (il Rasta Baby), e prossimo alla chiusura. I proprietari sono rasta alla Bob Marley. Il CR si cimenta in una fetta di torta alla maria, e dopo poco i tre tornano a gironzolare. Tra l'una e le due si torna a casa, l'indoma ni i tre si danno appuntamento alle 9:30 per girare un po' la città.

4 nov, sab: partenza da Amsterdam

I tre si trovano dopo aver fatto colazione separata, e fanno una visita veloce di Amsterdam risalendo la Damraak in direzione opposta alla stazione. Fanno un po' di fotografie, i canali di giorno sono qualcosa di strepitoso, ora capiamo perchè la chiamano la Venezia del nord. La città è pigra, e sembra svegliarsi dopo di noi, anche i coffee shop son mezzi vuoti e difficilmente si sposano col concetto di colazione. Si torna all'aeroporto, dove i tre consumano un pranzetto al Burger King.Veniamo imbarcati e sull'aereo consumiamo una frugale cena metà occidentale metà orientale (oscena come tutti i pasti sull'aereo). L'AO ci procura una pillola dell'ammare per farci dormire. Funziona il giusto, e nella sonnolenza sguardicchiamo dei film. Cosa più importante, non sembra esserci la presa di corrente paventata dall'AO che ha spinto CR a portare il portatile. E' odio tra i due, che ci vorranno giorni a sanare... sonno ci coglie, il fuso fa la sua parte e arriviamo l'indoieri. O l'indomani. Il CR non lo sa...
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