Diario Parigi (Marzo 08) [bozza]

Intro. Una settimana di lavoro a Parigi contornata da due weekend di follie... da marzo ad aprile 08. Le foto le trovate qui .

Sabato 29marzo

Partenza 10.30 da BLQ. Ritardo partenza ma arrivo in orario, Air France devo dire è sempre stilosa, atterraggio perfetto e brunch figoso. Quasi quasi oggi pome mi faccio il Marais, mentre domani se fa bello provo la doppietta Fontainebleu (suggerita da LP) e Vaux-le-Vicomte.
12.25 RER B, cambio a Gare du Nord , cammino 1km di raccordo verso la Chapelle (pacco, non lo farò mai più, ti fanno fare una fermata a piedi in scale mobili e normali) e dirigo sulla 2 per Blanche. Non ricordavo che la 2 fosse cosi suggestiva, tutta sopraelevata dà una bella vista del nord della città. Scoprirò poi stasera alle 19.17, alla fermata Jaurès, che la 2 e la 6 sono state concepite per essere aeree e corrispondono alla copertura nord e sud (rispettivamente) di noti vialoni di circonvallazione. Chiedo scusa a chi non abbia ancora visto la 4a serie di Lost per il fastidioso mal di testa procurato dal mio flash-forward., ma ormai questa è assurta a tradizione narrativa del nuovo millennio.

14.55 finalmente ho finito di mangiare e vado verso il Marais.

<metti descruzione Lonely Planet se vuoi >


15.15 comincio giro e finisco sulle 5 (copia parte LP tranne striscia del  Museo Picasso). Conosco anche una ragazza di Torino che fa marketing qui da Whirlpool per 6 mesi.
17.45 sono in St Michel.
Giretto, magliette, e di nuovo St Andre des arts e Rue de Buci, e dato che da amorino c'è poca coda me ne provo uno per vedere il goùt com'è.
18.30 provato il gelato da Amorino nella mia amata Rue de Buci mi deprimo e salgo sulla prima metro x casa. Sono indeciso tra uno splendido aperitivo da solo in zona Montmartre e una doccia relax in albergo.
18.50 esco a Stalingrado dopo aver visto e olfatto di tutto in metro.
19.30 sono in camera e mi rilasso. Guglando qua e là penso a CS e provo a digitare Parigi e vedo un appuntamento interessante in calendario, peccato fosse due ore fa e che sia davvero lontano... A Saint Hermain en Laye alla fine della a1. è lontano e rischio di arrivare che è tutto finito ma decido d buttarmi.
Esco dall’albergo alle 21 dopo una doccia rinfrancante e mi lancio sulla 2 e cambio a CDG Etoile per la RER A.
Alle 21.26 c'è il mio treno e ci mette 30' ad arrivare...
Alle 22 arrivo, l'attesa è stata tanta, l'aspettativa è commisurata. Esco e vedo uno splendido castello, una chiazza buia enorme che deduco essere un parco e... è tutto chiuso! Ci sono due pub molto animati di fronte al castello. Entro e scanno ai raggi x i gruppi ivi trovatisi alla ricerca di target di couchsurfing: geek, poliglotti, se uomini calvi, se donne brutte, età variegate, e un 75% di uomini. La mia ricerca fuzzy è un flop e quindi decido di tornarmene a Parigi prima che la metro mi lasci in culoniaTM. In qualche modo sento di aver fatto PX comunque. Chiamo la premurosissima Fabiana che mi stava in apprensione causa mia pluma credito.
Dato che ci passo davanti, decido di fare un saltino al Grand Arche de la Defense... Giusto per vedere se val la pena tornarci col sole. Tanto la notte è giovane, e causa spostamento d’orario oggi c’è un premio fedeltà per fare le ore piccole.
22.30 esco e mi trovo immerso in un groviglio di grattacieli che fa molto Shibuya. Tante forme, squadrate e arcuate, colori che cambiano come trattoria da Poldo a San Biagio di Argenta. Davanti a me, musica e movimento da un locale dove danno uno spettacolo dove non si può fotografare. Arrapato ma indispettito, mi informo e scopro di dover aspettare mezzora la fine dello spettacolo. You gotta get in to get in, and I’m not in, quindi propendo per smollare lo zaino in albergo e tuffarmi in un paio di localini caldi (warm, not hot!) suggeriti dalla mia LP. Alle 22.45 mi rimetto in marcia x casa. Uno è un africano e mi ispira.
Alle 23.35 sono ad Abbesse. Memore delle scale infinite, a sto giro seguo due ragazzine sbronze nell'ascensore... Che per me è il più largo del mondo, saremo stati in 30 comodi li dentro!
Il posto della giungla e chiuso con mio grande rammarico.  Salgo a Pl du Trerytre vedo la splendida Montmartre e scendo per la funicolare!
Dopo aver girato tutta la butte ed esser stato cacciato da un locale (perchè questo è un ristorante, e la cucina è chiusa, e non capiva che volevo solo bere qualcosa vicino a quella bella mora al bancone!)... Finalmente trovo un locale da cui esce musica che mi ispira. Un country rock malinconico. €ark knopfler è qui di fronte a me, e suona solo x me. Si chiama 'le nouveau carillon'. A Max e a ogni amante dei Genesis devono fischiare le orecchie..
Assaggio il masala ondian tea (quando dico chai le si illuminano gli occhi). Sembra un tipico the indiano allattato, ma ci sono un sacco di spezie tra cui riconosco solo i chiodi di garofano.
Dopo mi faccio un bel piattone di pollo tandoori in letto di cipolle (squisito) e la musica passa una voce femminile che canta 'talk in italian' la devo assolutamente telecaricare!!!
Esco intorno all’una e mezza e mentre mezzo mondo (anche in modo scortesemente insistente) mi propone di entrare a dare un’occhiata (sono in pieno Pigalle) vengo attratto da un Born to be alive.. Entro nel locale pieno di gente di ogni etnia: una vera teuf dove potrei trovare una bella meuf (Sì sto cercando di imparare un po’ di verlan! Strani sti francesi!). Come ordino una birra piccola la musica cambia x rimanere una giungla di unza unza finchè trers fatiguè me ne tornerò in camera. Crollo alle 2.30 ignaro che siano le 3.30..

Domenica 30

Sveglia 10.20, ma mi sveglio alla 8.20, per un’incomprensione con la sveglia, forse legata alla variazione di un'ora ;)

Petit dejeuner allo scadere (10:29!!), poi mi preparo a uscire. Vado verso la Gare de Lyon.
Alle 11.52 becco per il rotto della cuffia una rer d che mi porta dritto a Melun (ci vuole la D2 ma sti qua danno delle sigle di strani aminoacidi tipo ZATT).
Devo dire che il tempo è brutto, ma uscire da sottoterra e vedere il circondario parigino è un’esperienza.
Dirigo verso Melun, uno sputo da Fontainebleu. Anche se non sarà banale poi arrivare al castello.
Arrivato a Melun, chiedo a tre ragazzette cosa devo fare per arrivare al castello e mi consigliano direzione Montereau con fermata a Fontainebleu Avo. Spiego loro la mia intenzione di vedere anche Veaux-le-Vicomte ma le spavento per la tortuosità del mio giro. La cosa mi rincuora e vado al voie un soddisfatto. Sono le 12.56. Dalla cartina vedo che l’altro castello è a nord da qui quindi non c’è un’enorme convenienza da là. Vista l'ora mi sa che andrò solo al primo castello.
Mi approccia uno svitato (capisco dopo 30 sec di sproloqui che ce l’ha con me) per parlare del mio rientro scavalcato (ho preso il biglietto, sono entrato, ho visto che il bar rimaneva fuori sono uscito, non ho trovato il bar, sono rientrato scavalcando dopo aver visto che il biglietto non veniva più accettato!)
13.28 arriva il bus. C’è un quintetto d’archi (o sono le Sailor Moon o c’è un backup) e sapientemente impezzo l’unico uomo. Sembra etero, dato che mi tratta malissimo.
Il bus è infinito, alle 13.30 siamo ancora dentro. I 4 hanno un concerto alle 4 al teatro in centro, mi salutano e sento _______
14.40 arrivo. ll castello di Fointainebleau è SPLENDIDO, reggia affezionata dei re, soprattutto Francesco I (da cui prese l’aìre fino a diventare scuola rinascimentale, grazie anche ai nostri Rosso e Primaticcio), Enrico II, Luigi 13 e I Napoleoni dispari. Lo documento ferocemente con foto. E video tanto che finisco le pile appena prima della sala del trono. L’interno è ricco e splendido. Mi dedico una ventina di minuti al parco circostante. Con sta pioggia battente è davvero una visita poco piacevole. Faccio un giro corto ed esco.
16.00 fine parco.
Alle 16.20 non ho fame, ma decido comunque di mangiare qualcosa per vedere se i prezzi sono slievitati da 60km a qui. Vado in un caffè trendy consigliato dalla LP (Le Grand Café) e in effetti è un po’ caro (d’altronde se servono foie gras come entrèe non ti devi stupire di pagarla 21€ d’antipasto!!!). Il piatto è molto ricercato x essere un filetto con crocchette. All’uscita m'incammino verso la stazione (2 km!) per digerire, e perchè il bus passerebbe tra 50'. Tra coincidenze varie, sarò a Parigi alle 19.
Il treno è pieno di gente, a un certo punto due zipparine iperprofumate mi si siedono davanti e mi tocca andare in apnea. A parte l’inquinamento olfattivo, sono simpatiche. Il mio walkman indovina mettendo Don't stop believing (quella che sente Eliot in treno nell’andare a trovare l’allenatore di delfini in una delle prime serie).
18.50 arrivo alla splendida gara del leone.

Jardin des plantes - moschea - gobelins

Salgo a Censier-Daubenton e scendo a Place d’Italie. Torno ai mitici Chez Gladines (link con diario precedente) e riprendo la escaloppe de veau montagnarde. Sulle otto entro, prenoto per uno, prendo una sangria e intorto una moretta d fronte a me con due amiche tedesche. Sono in tre e dato che c’è una gran ressa e unificano la gente meglio intortare gruppi dispari, no? Ma il tipo perde un colpo e mi piazza da solo a un tavolo da 4 e mi manda una tipa tutta in rosso. Non sembra tanto a suo agio, sta in piedi 5 minuti e insiste a telefonare. Alla fine sorride e guarda la porta. Vedo due ragazze far capolino e guardare nella mia direzione. Penso che la mia fortuna sia appena triplicata quando vedo la donna in rosso salutare un ragazzo che si siede di fronte a noi. Imbarazzo generale che spezzo facendo le presentazioni. Quarto posto vacante e chissà se le tre tedeschine si divertiranno altrettanto senza di me.
Alla fine faccio amicizia con la coppietta (dopo un po’ pure la ragazza comincia a darmi confidenza).
21.30 esco. Chiamo la Fede (un'amica di Sarah che nel frattempo mi dice di essere a Parigi dall’amante) dicendole che son stanco morto e dirigo le stanche chiappe verso nord. A San Marcello (5) c’è un monumento che mi ripropongo di visitare.
Sulle 22 sono in albergo.
Tra una chiacchiera e l’altra trovo un italiano che si era riproposto di unirsi a me per il basco (2 l8!) E mi sovviene che domani il lavoro mi inizia più tardi quindi decido di bermi una birra con la Fede. Alle 23 scendo. Indovinate dov’è? In St. Andrè des Arts, all’irish lì all’inizio. Cacchio, ci son passato davanti ieri e ho comprato le magliette per i bimbi proprio di fronte! (E ho mangiato una crepe con Syw e Matteo a distanza di un anno e 20 metri! Vabbè basta divagare. Vado.
Reading and joking arrivo a St. Michel alle 22.30 (alla faccia del “è vicino, è in centro”, sì magari voi sì ma io no!
Conosco il moroso che è un sosia sputato di Sam Gangee (ma non diteglielo che si offende!) e facciamo delle chiacchiere fino alle 00.45, poi ci salutiamo per andare alle rispettiva dimore (poi penso a Gianna Gianna e mi viene un po’ di malinconia).
Per un errore abbiamo preso la direzione opposta, ce ne accorgiamo a Montparnasse dove prendo la 12 per Pigalle. Curiosamente abbastanza, è anche l’ultima metro della linea. Entro sudando freddo.
1.07 ripasso davanti al locale musicale di ieri notte (l’epoque: c’è mossa, in ste sere devo riprovare a entrare).
Albergo ore 1.20 circa. Ed è subito nanna.

Lunedì  Fra

Sveglia 9.20.
Colazione minimale scarico posta e via a lavoro.
Lavoro tutto ok a parte che dopo una colazione mastodontica (come mi hanno insegnato i miei genitori) mi portano a pranzo a mezzogiorno (!!!) e mangio controvoglia un filetto di pesce e frutta.
Lavoro da dio stacco alle 1830 sole splendido chiamo Sywar e alle 19.30 sono da lei à l’Opera.
Mi propone di andare con amici suoi a Bercy ma c'è troppo un bel sole (il mio primo sole parigino!) per sprecarlo in metro. Facciamo dunque una passeggiata nei ricchi boulevards limitrofi.
Passeggiata ai La Fayette e a Printemps via raccordo al primo piano. Poi Tuileries, Rive Droite, Louvre e metro fino a Bercy village (a Cour St.Emilion) dove arriviamo sulle 20.15. Il village è un complesso molto nuovo con cinema negozi e un sacco di baretti. Ha una viuzza tipo Rue de Bucy con baretti ai lati, con una coreografia in finta muratura antica bianca a vista (chiedo scusa ai colti per l’inesattezza della descrizione). Girando e telefonando troviamo gli amici di Sywar à Le Saint’M.
Conosco dunque gli amici tunisini di Syw: la bellissima Hend (sosia di Ornella Muti con 30 anni di meno di cui mi innamoro a velocità di un interrupt), il pacato e cortese Mehdi (con cui parlerò tutta sera per motivi di contiguità territoriale), Murad (che mi chiede di mandargli le foto a Baggio18@hotmail.fr e mi invita sabato sera per un narghilè molto tunisino a casa sua, uno sboccione molto simpatico che ogni tanto mi lancia la battuta), la sorella di Helm Dora,  e un'altra ragazza (Ingrid?) che stanno a raggio tre e non ho il piacere di conoscere quanto vorrei.
Passiamo una lunga serata a chiacchierare in francese (ogni tanto la prode Sywar corregge i miei strafalcioni) e mentre gli altri vivono d’aria mi faccio una bistecchina con pommes frittes tanto cara quanto leggera (non di grassi, bensì di grammi).

23.15 siamo in metro dove congedo Sywar al Castelletto mentre io vado verso San Lazzaro.
23.25 esco a Pigalle. Sono affamatissimo e in mezzo al pornume di Pigalle con l’occhio che cerca bramoso una crepe vedo LUI, un giapponese ancora aperto. Mai tentazione fu più nefasta, è commercialissimo, nel chiedere yakitori vedo la ragazza corrugare il viso e capisco di essere caduto in trappola (l’anguilla è chiamata inago anzichè unagi e anche quella dovrebbe essere una hint per un nippocomacchiese come me). La zuppa di miso è gialla (ma buona devo ammettere). Provo un sushi misto perchè è una vita che non provo il caviale geneticamente modificato..
Sakana, si chiama. Mangio in 5 minuti, esco e vado a nanna. Sono le 00.14.

Martedì 01

Sveglia tormentata alle 7.30.
Colazione separato di forza da Thomas e Jurgen (ma vicino a tre svedesi di cui una da film).. Arriviamo in 20 minuti spaccati (Thomas mi dà umilmente ragione).
20.30 arco di trionfo con Syw 21.00 Place Monge.
Rue Mouffetard viuzza clovis fino alla splendida chiesa di Santa Genoveffa (patrona di Parigi). Piazza S. Genoveffa e Place du Pantheon.
Torniamo in Rue Mouffetard e incrociamo dei feluchards che mi trattano con curiosità ma non col rispetto che merito. La capa mi lascia l’email (mi racconta che girano tutti i martedì e che martedì prossimo fanno dei baptysme sulla riva della Senna!). Mi lascia l’email: auroreciavatti[at]hotmail.com

Impara: Je la kif grav cette nana... Putain!!

(Mi ricordo di Flic=pula che diventa keuf,e fou dienta ouf)

Un po' di slang francese:

keuf
verlan per flic (policier, sbirro)
 Nanaragazza (tipo 'pupa', o gnocca,  suppongo)
teuf
verlan per Féte, festa
 meuf
verlan per femme (donna)
 je la kiffe grave... putain
Mi piace un sacco... cazzarola! 
ouf
verlan per fou (folle)

 

22.00 arriviamo in Gobelins all’indiano che doveva chiamarsi Indian Lounge (da LP) ma ha litigato col socio, e ora è Palais de l’Inde.
Dopo una pezza infinita sull'uscio pro sconto finale entriamo. Diamo spettacolo con la coppia vicina (italiani anche loro) e ordiniamo di tutto. Sywar perde la verginità con l’indiano e sembra felice.

Gli dico namastè e faccio bella figura e mi insegna shukria per dire grazie (e Sywar mi conferma che somiglia all’arabo shukran, quadrando così il cerchio delle lingue. Sono le 23.15.

Camminata da Pont Marie, giro dell’Ile, foto di Notre Dame, ponte della foto gialla ad aprile e Rive Gauche a destra in Rue de la Huchette.

Da Rue de la Huchette sbuchiamo a St. Michel e per l’ennesima volta mi lascio catturare da St. Andrè-des-Arts e evitiamo la magnetica Rue de Bucy attirati da un passage che ci suona familiare: l’abbiamo fatto una vita fa a ritroso da Odeon con Matteo, e il negozio di nautica ne è la riprova. Fatto 30 famo 31 e arriviamo alla splendida cornice di St. Germain des-Près con chiesa, piazza, il famoso bar, una baracchina delle crêpe e una vecchiarda che canta Edith Piaf. Come stereotipo di cartolina di Parigi non è male (visto anche l’antico ingresso metro con font gotico di inizio novecento). Saliamo in metro, saluto Sywar a Cha^telet e cambio a Barbès-Rochechouart insieme a una bella francesina.
Siamo d’accordo che Parigi è una città troppo romantica per noi single e ci sta un po’ sulle balle.
Sono in albergo che è l’una passata.

Mercole 2

Sveglia 7.50. Thomas e Jurgen mi hanno preceduto. Gente importante al lavoro.Pranzo 12.30 stasera cena aziendale.
Rincaso alle 18.50 e ho una mezzora di cazzeggio in cui mi concedo doccia, barba, e un po’ di relax. Punta alle otto (putain!) per cena aziendale Chez Clement.
Mi avvio da solo a Saint-Lazare, mi sa che è rimasta l’ultima gare centrale che mi manchi da vedere.
Da lì all’Opera son due passi.
Alle 20 siamo Chez Clement, figosissimo in Blvd de Capucines 17 (2ème), proprio di fronte al Cafè de la Paix.
Mi faccio un fois gras de canard misto a magret e coscia con patate (che poi è un purè ma buono ma grasso che il fois gras è solo suo fratello).

Jerome mi consiglia a Bercy Village un Clubmed molto costoso ma all-you-can-it.
Saint Emilion dice che è uno dei migliori posti del Bordeaux che se lo compri ci sbagli poco. Gli dico, ma non c’è una fermata simile?  E lui: sì proprio dal tuo Paris Village, perchè storicamente la zona è di stoccaggio vini dal sud. (Pensate ne avevamo giusto parlato 5 minuti fa).

Jerome consiglia in Rue Castiglione  il carrè des teuilles (controlla nome) molto chic ci porta la moglie tutto fois gras e tartufo.

Arriviamo a Rivoli e Place de la Concorde. E da lì vediamo i due musei de le Tuileries poi Arco Triompfe, Grand Palais, Petit Palais fatti per l’esposizione nazionale, l’Eliseo dove sta il presidente. Assemblee Nationale, oltre vediamo Montparnasse. Dice Jerome che la chiesona vista ieri era Saint Sulpice.
Aspettiamo che alle ore giuste per 5 minuti si sbrillantina la Tour Eiffel...
Andiamo al ponte dell’assemblee a scattare due foto.
Jerome consiglia: scarica grand coeur malade poesia bella rap in Verlain.
23.40 sono a casa.

GIovedì 3

Sveglia alle 7.45.
8.42 siamo a Place de Clichy ad aspettare la famigerata linea 13. Oggi è un carnaio. Salgo timidamente chiedendomi dubbiosamente se c'è un posto in più per me, eppure dopo entrano altre 5 persone. Dico a Thomas ridendo che ho una sola scarpa a terra, suscitando l’ilarità dei vicini. Improvvisamente c’è un movimento e si liberano 20 cmq permettendomi di appoggiare anche la seconda scarpa. Sono stato a letto con molte persone con cui ho avuto meno intimità che coi cinque vicini di Forca (ovvero i vicini della 13 incontrati a La Fourche).

METTI DI IERI dopo lavoro bazza birra Thomas.

Spiega birra pils (più hops meno malts) e export... La pils ha più hops (suppongo luppolo) e quindi è più amara e più scura. La birra di default è la export. La parola è effettivamente uguale a quella inglese ma ha un significato tutto crucco.

Lavoro procede bene e esce addirittura un raggio di sole.

Gran sole tutto il pome. Alle 18.15 volo a casa, doccia (3m) e cambio (7m, non so davvero cosa mettermi. Alla fine opto per camicia di fuori con maglietta e scarpa giallissime). Il punta è di nuovo a Bercy Villane, ma questa volta senza gli uomini. Per ora ci sono Syw in giro con Dora e poi arriva la cugina... e poi l'amica Aurelie che rimane per l’ape ma non per la disco. Passo per la solita Rochechouart.
Sulla metro tre ragazzi con alfa unitario parlano di una marche che ci sarebbe domenica che parte dall’Opera... allora li impezzo sfoderando il mio raffazzonatissimo francese e scopro che parlano della marcia per una tipa (che magari è pure morta poverina). Mi sorridono, ma più per cortesia mi sa.
Sono ormai le sette e mezza.
Due chiacchiere con mamma al tel e giù per la futuristica linea 14. Ha di bello (oltre a essere automatica) che in tre fermate si mangia mezza Parigi, in 8 fermate si fa da San Lazzaro fino alle olimpiadi oltre Bercy.

Lezioni di tunisino: 

Zabur / zabura gnocco/a in tunisien
Zebbi =Cazzo

19.45 arrivo
20.50 Dora Ines s(e)lim vanno via.
Passaggio per il Clubmed che Jerome mi aveva suggerito (buono, ma caro), bellissimo negozio di vestiti risto caffe e disco.
21.30 entriamo da Zendo, jap attaccato al village. E aspettiamo l’amica Invornit (5 telefonate per trovarci).
Chiacchiere con Aurelie. Ci facciamo attendere e usciamo dal jap alle 23.05, fortuna che con le mie corse arriviamo alle 23.15 alla 6 per Montparnasse. Syw passa tutto il tempo al tel con la bella Hend che purtroppo è malata e non sarà dei nostri, mentre la sorella la vedo sul piede di guerra.
Alle 23.25 siamo al capolinea, ma della parte sbagliata. Mentre le ragazze bestemmiano per il nostro ritardo, ripartiamo alla volta di Montparnasse (23.29-49).
Il mix è pieno di gente, davanti ho degli americani poco cortesi, ma due sono donne ed esprimono ad alta voce il bisogno di pisciare.
Entriamo, il posto mi fa abbastanza cagare, anzi del tutto, è la serata Erasmus e fino a mezzanotte s’entrava gratis. C’è un sacco di gente là ritroviamo Dora (ho come l'impressione che ci mi vogliano accoppiare), la sorella Ornella, l’altra amica, l’amico sborone di cui mi sfugge il nome, la musica è terribile a parte un Boys n Girls dei Blur. Abbiamo l’etichetta della nazionalità, e l'unica persona ad attaccarmi pezza è un serbo. Dico tre volte 'di dove sei?' a una bellissima ragazza con bandiera italiana accerchiata da uomini. Si scopre che è francese, e me ne vado.
All’una e mezza mi ritiro in taxi.

Venerdì 04

Sveglia 8.30. Tardi come anticipato.
Prendendo una metro (meno affollata di ieri) mi ritrovo ad arrivare per primo: tutti hanno preso un taxi causa overhead di valigia.
Saluti e baci torno a casa alle 15.30.
Alle 4 sono a casa doccia scarico foto da lun a oggi e trasferisco con vpn ssh scappellate a sx e me ne vado in giro (sono le 16.30).
Esco a Invalids e mi giro il Quai d’Orsay fino alla torretta di Gustavo.
Passo il Pont de l’Alma, Explanade Habib Bourguiba (lunedì avevo dimenticato chi fosse e i tunni mi stavano per scuoiare)
Passeggio Tour Eiffel, metà campi di Marte poi a destra fino a Dupleix.
Esco all’Etoile (dopo 1km a piedi di catacombe).
Scendo per i Champs sul lato destro, stavolta e a George 5 eroi vedo lo splendido dcaffolding sbilenco che accludo in documentazione fotografica.
Torno ai Champs, poi metro da Roosevelt a Saint Paul (in pieno Marais).
Anzi no scendo all’Hotel de Ville e entro al bazaar bhv.
Casualmente anche Sywar è qui e ci diamo punta al BHV.
Camminata per Marais e porto Sywar in Place de Vosges, dove le racconto un po' quello che ho letto nella guida sabato. Vorrei prendere da bere nel dehors di ??? come dice la guida, ma fa solo ristorante e ce ne andiamo. Frattanto compro un paio di scarpe da una negoziante molto simpatica (da cui nel chinarsi fa capolino un imbarazzante seno).
Arriviamo camminando fino a Bastille (dove vi ricordo che il castello manca). Giriamo per le viuzze trendy di Rue de Roquette e nella splendida Rue de Lappe.
Ci fermiamo nel LP suggested Crepes Show e ordino una luculliana Galette au sarrasin Savoyarde (pomme de terre, raclette fondue, lardons, oignon, crème fraíche).
Sidro della casa.
Non pago, ordino una crepe della casa (show) con: chocolat chaud, banane, glace vanille et chocolat, noix, chantilly maison. Di cui allego documentazione fotografica. La chantilly che è il motivo fondamentale della mia scelta è buona ma non stellare.
Ci ha regalato la crepe alla nutella dopo aver detto mille volte 'ah sei italiano? Italiano crepe nutella!!!'
Il tipo mezzo egiziano mezzo italiano mi prende in simpatia e mi dice frasi d’uso comune tipo 'figa figa strettissima, bella figa bionda'. Quando gli dico che Sywar capisce l'italiano il cameriere è visibilmente sconvolto e la crepe offerta potrebbe essere legata alla cosa.
Torniamo su per Rue Thière e poi di nuovo in piazza Bastille.
Metro per uscire a Anvers. Funicolare e scopriamo piacevolmente che la chiesa è ancora aperta, entriamo al Sacro Cuore e ci facciamo una cultura. Arriviamo a Place de Tertre che è ormai minuit.
Birretta sulla piazza, poi scendiamo larghi da Abbesse e poi cimitero di Montmartre. Arriviamo vicino a Place de Clichy e poi torniamo a Blanche. E quasi l’una e cenerentola ha l’ultimo treno, dunque ci accomiatiamo a Blanche.
Salgo in albergo all’una.

SABATO 5: teuf

Sveglia 9.00.
Chiamo Sam per festa CS e ol
Esco alle 11. La LP mi dice che in Rue Lepic di fronte al mio albergo c’è il Café de Deux Moulins (stasera avrò un equivoco con un parigino che vive lì e mi dice che il posto è attaccato ad Abbesse e non a Blanche, scopriremo poi con una risata che lui parlava della épicerie e io del caffè di Amelie) dove lavorava Amelie.
Decido di andare alla Villette dato che anni fa con la Fede trovai tutto chiuso e oggi il tempo è pessimo. Magari mi godo la città delle scienze e il museo della musica. Sono le 11.10 ammetto che internet gratis rallenta un tot i movimenti.
Mi metto in coda (lunga) per il museo delle scienze ma c’è una sala solo per la matematica e ciò giustifica la coda e anche il sole che ha fatto capolino e sembra suggerire un passaggio per il parco.
Esco alle 14.10, molto deludente a parte qualcosa nel padiglione matematico.
Giretto per parco e canal d’Ourck.

14.30 entro al museo della musica, gratuito e un po’ pacco.
Alle 14.50 son già fuori e mi faccio catturare da una scritta davanti alla metro, Porte de Pantin: Istabul gourmand... mi faccio un banalissimo eppur maialissimo kebab senza verdure con salsa e abbondanti patate abbondantemente fritte. La linea è messa a dura prova, la prochaine semaine mi rimetterò a regime. Frattanto comincia a spiovigginare (c’est Paris n’est-ce pas?)
Decido di andare a Louvre Rivoli per tentare i passages al coperto come consiglia la mia LP, vuoi mai che trovi la mia parrucca x stasera (uno dei tre festeggiati di CS di stasera ama le parrucche).
Li faccio tutti.
Devo dire che è un viaggio molto culturale. L’interno del Grand Palais è qualcosa di meraviglioso. Alcuni passages sono molto poveri e fatiscenti, altri sono regali e danno soggezione. Non sono belli come li aspettavo (quello di Milano che è una copia è più bello di ciascuno) ma è interessante notare i particolari come luci e vetri.
Compro una boccia di vino, una parrucca, e alle 18 sono ai Grands Boulevards. Prendo la metro perchè ho i piedi che fumano (buffa la vita: smetto io e cominciano loro). Se voglio fare altri metri devo quantomeno cambiare scarpe. Mi concedo un dolcetto al pistacchio in uno di quei posti etnici libanesi-turco-tunni ma per non offendere l’etnia di nessuno dirò semplicemente 'stranieri'.

Crepe Show di ieri era in Rue de Lappe 51

Il cambio con la 13 è sempre traumatico e mi ritrovo di nuovo sardo.
Alle 18.30 sono a casa. Mi rilasso un attimo al computer, doccia e ri-esco alle 19.50 direzione Port des Lilas per la megateuf di compleanno di tale Sam (credo) che ha fatto l’errore di pubblicizzare la sua festa di compleanno su Couchsurfing.
Punta alla fermata Porte des Lilas con Sywar che abita a un tiro di schioppo.
Sveltina jap (california maki e eau en caraffe, mentre persone attempate a più tavoli pasteggiano a yakitori e bordeaux) a porte des Lilas e alle 20.30 andiamo.
Arriviamo sulle nove. L’appartamento è grande, un armadio a metà corridoio delimita la zona teuf dalla zona notte, e un davanzaletto delimita i fumatori dai non.

Jennifer: Cherish.23@hotmail.com

Esco all’una e 40 per l’ultima metro e la perdo!
Prendo un taxi alle 2.15 dopo aver atteso una vita a Porte des Lilas, lieto di aver almeno raccattato l’email di due persone interessanti: la pazza militare Jennifer da LA e ??? manager viaggiatrice di  Bratislava.
Peccato per la bella tedeschina di Koln, spero di trovarla su CS.
Alle tre sono a letto, devastato da tosse mal di gola e mal di testa per vento e pioggia presi oggi pomeriggio in questa pazza Parigi.

 

 

Domenica 6

Sveglia 9.40.
Internet e valigie esco dall’albergo sulle 12.

Di alla mamma che camicia bianca mi è stretta quindi lavala e metti via!
Parla di techtonique nuova disco/ballo francese di cui t’ha parlato Syw.

NB parla e cerca della strafiga di Chicago, magari vai a Chicago o la invito qui, cerca CS.

12.13 son giù alla reception e mi scopro completamente afono. Checkout.
Alle 12.25 sono al Café des Deux Mulins a farmi un caffé. Mi scopro completamente afono. Chiedo timidamente un espresso alla cameriera collega di Amelie :)

13.52 ho finito il giro di Montmartre suggerito dalla LP (e mi son fatto Abbesses in ascensore, mica scemo!).
Non so se andarmene nel caliente sud della Rive Gauche, se rimanere in zona o se andare in centro per shopping. Il sole ha frattanto fatto capolino e mi ha donato il sorriso (sapete, non è bello essere afoni fuori casa propria).
Secondo il principio che 'ignoto è bello' scendo a Madeleine, in centro, vedo intanto se ci sono negozi aperti nei Grands Boulevards e se c’è segno dell’orda barbarica della marathone de Paris. Vado a Printemps ma è tutto chiuso, allora scendo all’Opera, dove alle 14.20 una folla pacifica saluta Ingrid Belancourt.
Scendo per Bvd des Capucines.

Ho una fame maiala, tutti i negozi sono chiusi (e anche molti ristoranti: questa è una differenza sostanziale con l’Italia) e attendo un segnale dal cielo. Ed eccolo, in Blvd des Italiens, a destra, un sushi bar con carrello. Purtroppo mi mettono a un tavolo e mi appioppano à la carte e ordino un teryiaki. Devo dire che la domenica Parigi è davvero morta.

14.53 ho già finito e mi avvio. Siamo tutti italiani in questa via!
Decido di fare un saltino a St Michel per dare un ultimo saluto all’amata Notre Dame e magari un assolato saluto ai Jardins du Luxembourg. Tanto vita non ce n'è, non chiedo di meglio che una bella vista e un’ultima crepe.

15.20 arrivo a Citè e mi godo la splendida Nostra Signora di Parigi.
Petit pont e a sinistra per viuzza Rue Galande. Qui le vie sono tutte un bijou. Do un occhio all’Eglise de Sain Julien le Pauvre.

Parc Lagrange.
Notre Dame e camera dei tesori (ciofeca, 3€ buttati.) Torno altra sponda Blvd St Germani, Rue Cluny e parco intorno alla chiesa che m’ha sempre incuriosito.
Trovo x caso musee de Moyen Age me lo farei di prepo ma c'è un sacco di fila e rinuncio.

Faccio un’achat chez dalloyau (è una settimana che li vedo e finalmente trovo il coraggio): mi faccio due biscottini al pistacchio, uno osceno pistacchio e ciliegia, uno strano tipo sacher e uno al cioccolato deliziosi.
Passaggino veloce dai giardini del Lussemburgo, sfioro il lato nord ovest e sbuco a Odeon.
17.05 crepe veloce marroni + chantilly in un paki di ultima in Carrefour de l’Odeon proprio dietro il bar Danton che fa angolo. Mitico x 3€: una *crepona* enorme ai marroni (2.50) che per soli 0.50 viene completamente ricoperta e invasa di panna montata. Faccio fatica a finirla, e ironizzo con i due paki e una convitata ammiccante sul mio régime.

Alle 17.10 sono in metro.
17.45 esco dall'albergo e mi avvio a CDG.
Alle 19 sono a CDG. Incredibilmente, ritrovo in coda davanti a me la comitiva di liceali che ieri ho visto alla Villette!
L’aereo è ovviamente in ritardo. Il tipo di fianco a me accende il computer e vedo una moto rossa nel desktop, rien de quoi, poi accende internet (accorgendosi che lo sto guardando, e sa che sono italiano). Va sul sito della ducati e se lo fa tradurre da google. La cosa mi diverte un casino. Non ne ha proprio un’idea, ma devo dire che ci prova, e anche con stile. Se solo fossi meno afono...

22.10 siamo finalmente sull’aereo.

PS di anche che alla festa di ieri eri con la parrucca da nobile (tutti i francesi mi davano del Louis 14 e non capisco perchè), e mi presentavo come le Marquis de Boulogne, che viene dall'Italia ma anche qui ha dei possedimenti boschivi verso ovest :)

Arrivo a BO a mezzanotte.

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