Amo giocare con lingue, fra cui non disdegno l'italiano, che accade essere la lingua che meglio conosco. Uso pure, talvolta, e con poca grinta, i congiuntivi. Molto più gusto mi danno, invece, i futuri anteriori, e i trapassati remoti, ma questa è un'altra storia che non so se entro fine pagina vi avrò raccontato.
Ecco alcune frasi di mia coniatura.
- E' il tuo deretano / che il mio cuor agogna / non vengo dabbologna / ma dammilano. Inventata a una riunione goliardica con lo scopo di sbalordire. Non piacque molto, ma il tempo mi ha poi dato vieppiù ragione.
- A Trento tira vento; settanto mi dà tanto, ottanto bisogno di imparare le desinenze delle decine. Inventata 30 secondi fa, talmente geniale (a mio vedere) da giustificare questo stupido articolo :-)
- O-rino o pino (al lavoro da noi, piantare un pino è la figura idiomatica con cui si intende defecare. Donde l'ilarità dell'allitterazione).
- Coi computer sono un grande cipollatore: come informatico faccio piangere. Di scarso mordente, forse, nullo per i non bolognesi, direi: in bolognese cipollare significa in generale maneggiare o fare ciappini.